Carte di Credito Revolving chi può averle e per cosa potranno essere utilizzate? Quali sono le cifre massime spendibili ed in che modo andranno rimborsate?

In questo articolo parleremo delle carte di credito revolving, ossia di normali carte di credito che consentono di rimborsare a rate il saldo di fine mese. Viene chiamata anche con il nome di carta di credito rateale o rotativo e viene emessa da una banca o da un istituto finanziario e consente di pagare a rate l’importo speso per acquistare un determinato bene o servizio.

Tale forma di rateazione comporta però un costo aggiuntivo rappresentato dagli interessi che maturano sulla somma finanziata. Quando viene utilizzata è possibile spendere fino ad una certa somma che viene stimata nel momento in cui la carta revolving viene rilasciata al cliente.

Tale somma viene in gergo chiamata con il termine fido. Qualora il saldo presente sul proprio conto dovesse superare in negativo l’importo determinato dal fido il cliente dovrà sostenere una spesa aggiuntiva per pagare quella che viene chiamata commissione di massimo scoperto. Le carte revolving vengono attualmente utilizzate da quasi tutti gli abitanti degli Stati Uniti e la loro distribuzione si sta velocemente espandendo anche nel mercato finanziario Italiano. Se dovessimo quindi differenziare una tradizionale carta di credito da una comune carta revolving potremmo affermare che quest’ultima oltre che a possedere tutte le funzionalità originarie permette di usufruire di un vero e proprio prestito personale.



Proprio come per tutte le tradizionali carte di credito è possibile utilizzarla per effettuare acquisti, a patto che non si superi il limite di spesa prefissato. La possibilità di incorporare un prestito permetterà poi di poter rimborsare quanto speso tramite il pagamento di comode rate mensili. Non vi sarà quindi l’obbligo di rimborsare quanto speso in un unica soluzione alla fine del mese ma tutto l’importo potrà essere ripartito e rimborsato in più mensilità, proprio come un tradizionale prestito personale. A differenza di un bancomat la carta revolving da la possibilità di spendere indipendentemente da quanto presente sul proprio conto corrente. In maniera automatica qualora dovessero essere necessari dei fondi aggiuntivi questi verranno erogati sottoforma di finanziamento da ripagare poi in maniera rateale.

Passiamo alle modalità di rimborso del prestito. Ogni mese il cliente potrà scegliere l’importo da pagare a patto che versi minimo il 5% del fido accordato. Man mano che l’importo speso viene rimborsato sarà possibile riutilizzarlo per ulteriori acquisti. Qualora il possessore della carta non dovesse utilizzarla o dovesse rimborsare interamente gli importi spesi non si dovrà pagare alcun interesse.

Cosa è necessario valutare prima di acquistare una nuova carta di credito revolving? Ogni società finanziaria ed ogni istituto di credito fornisce le proprie carte di credito revolving ed ognuna di esse possiede delle particolari condizioni economiche. Pertanto è consigliabile leggere ogni clausola prima di effettuare l’acquisto. I fattori che, tra gli altri, devono necessariamente essere controllati sono il Tan, il Taeg e le spese fisse.

Il Tan è il tasso annuo nominale ed è utilizzato per calcolare la quota d’interesse del finanziamento che il debitore dovrà corrispondere. Sommata al capitale utilizzato andrà a determinare l’importo della rata da pagare.

Il Taeg, ossia il Tasso annuo effettivo globale, permette di calcolare la quota effettiva da pagare inquanto tiene presente di tutte le spese oltre che a ciò che viene utilizzato per calcolare il Tan.

Le spese fisse da controllare sono quelle della quota annuale e quelle dell’invio dell’estratto conto presso la propria abitazione.